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Oro Fairtrade

È con immenso onore che scrivo di essere la prima e, per ora, unica orafa italiana autorizzata all'uso dell'oro più prezioso del mondo:
l'Oro Fairtrade.

Mara Bragaglia

Procediamo con ordine.

 

Cosa significa "Fairtrade"?

Fairtrade è un'organizzazione presente in tutto il mondo e un marchio di certificazione etica.
Il suo intento è quello di aiutare i piccoli produttori, che di solito sono i più emarginati, nel raggiungere un livello di vita dignitoso e il loro pieno potenziale attraverso il commercio.

fairtrade

Questo è il marchio Fairtrade, ma sono certa che lo hai già visto tante volte, applicato a cioccolata, caffè, banane, tè e tanti altri prodotti. 

Per ogni prodotto esistono gli Standard Fairtrade (leggi tutti gli standard), ovvero delle norme rigorose a cui si devono attenere tutti gli attori della filiera e che, stabilite a livello internazionale, permettono di:

  • Riuscire sempre a pagare ai produttori un prezzo minimo, che è garantito e stabile perché coerente con il valore reale del prodotto (Fairtrade Minimum Price).
  • A questo prezzo equo si aggiunge il Fairtrade Premium, un margine aggiuntivo pagato ai produttori da investire in progetti sociali, sanitari e di business development attraverso un programma partecipativo e democratico. Sono gli stessi produttori, infatti, che decidono come utilizzare il Fairtrade premium.
  • Divieto di lavoro minorile.
  • Condizioni di lavoro che rispettino la dignità umana.
  • Premium aggiuntivo per l'agricoltura biologica certificata.
  • Prefinanziamento del raccolto.
  • Rapporti commerciali diretti e duraturi.
  • Pieno rispetto degli standard ambientali, come il divieto di impiegare organismi geneticamente modificati (OGM).

Che cosa è l'Oro Fairtrade? 

L'Oro Fairtrade è lo stesso metallo prezioso che siamo abituati e vedere, sognare e indossare. Non è più bello, più lavorabile o di maggiore qualità di qualsiasi altro.
Può essere di 9kt, 14kt, 18kt, 22kt: può essere come vogliamo.

Pur tuttavia l'Oro Fairtrade è l'unico, grazie ai rigorosi Standard Fairtrade, completamente tracciabile e il solo che, prima di essere trasformato in meravigliosi gioielli, non lascia tracce di sfruttamento o cieco inquinamento. 
Proprio come la cioccolata, il caffè e gli altri prodotti che sei abituato a vedere nei supermercati.

Ma come possono dei piccoli gruppi di minatori, fino ad ora ai margini del mercato, quindi deboli e senza risorse,  arrivare a garantire un tale livello di rispetto sociale ed ambientale?
Grazie a Fairtrade International che li affianca aiutandoli a raggiungere e mantenere la giusta strada.


Un esempio è SAMA, diventata la prima associazione di estrazione Fairtrade dell'Africa alla fine del 2016.
Negli ultimi 3 anni ogni membro dell'associazione ha ricevuto un training in merito a business, imprenditorialità, diritti del lavoro, condizioni di lavoro, sicurezza, salute, e altro. Questa comunità produce a mala pena 5 kg di oro l'anno ma, grazie ai Premi Fairtrade e ai progetti che nascono da essi, il ritorno alla intera comunità è significativo.
Dice uno di questi minatori al giornalista del Guardian:

"Il mio messaggio agli estimatori dei gioielli è questo, che il nostro oro è speciale. La nostra è la prima miniera certificata di tutta l'Africa. Abbiamo fatto la nostra parte e sognamo di espandere il nostro commercio, migliorare le nostre condizioni e ora vi chiediamo di fare la vostra. Se comprerete Oro Fairtrade, cambierete la vita dei minatori e permetterete ai bambini di andare a scuola ."
da "Fairtrade's first gold mine in Africa provides bright future for community"

 

Su gentile permesso di Altreconomia, posso farti leggere parte di un reportage su come viene invece estratto l'oro fuori dagli Standard Fairtrade: qui.

 Da dove viene l'Oro Fairtrade?

Attualmente ci sono 3 organizzazioni minerarie certificate Fairtrade:
MACDESA in Perù, SYANYONJA in Uganda e MICODEPRO in Kenya. In aggiunta Fairtrade sta affiancando dei gruppi pilota in Peru, Uganda, Kenya e Tanzania per far loro raggiungere tutti gli Standard Fairtrade.

aurelsa

Si stima che nel mondo sia pari a 100 milioni il numero di famiglie coinvolte e dipendenti dall'estrazione su piccola scala. Questi minatori producono appena il 15% dell'oro estratto al mondo, ma rappresentano il 90% dell'intera forza lavoro del settore.
Attraverso la certificazione Fairtrade dell'oro, questi minatori possono migliorare le condizioni economiche, sociali e ambientali nelle quali vivono le loro comunità. 

Questa è la strada dei diritti, del rispetto e della sicurezza.

L'importanza della tracciabilità e l'oro riciclato 

Qualsiasi prodotto a marchio Fairtrade attraversa una filiera interamente controllata, per cui ogni attore che vi prende parte è certificato e rintracciabile.
L'oro che ho l'onore di poter utilizzare viene estratto nel deserto di Atacama in Perù, trasformato in granuli a Birmingham e poi consegnato a me, affinché possa dargli un poco di tutta quella bellezza che meriterebbe.

Questa è una grandissima novità perché, fuori dal sistema Fairtrade, non c'è alcun modo per seguire la storia dell'oro o anche solo per esser certi della sua provenienza. 

Può arrivare da miniere di sangue
Può giungere da traffici illegali
Può essere stato rubato
Può aver avvelenato interi villaggi con il mercurio. 
Può aver compromesso un'ecosistema.
etc.

Questa mancanza di tracciabilità agisce anche a detrimento dell'oro riciclato
Parrebbe buona l'immagine di un metallo riciclato, vale a dire del riuso delle risorse al posto di un loro cieco sfruttamento, ma gli interrogativi permangono.
Cosa sappiamo dell'origine di quell'oro lì? Cosa finanziamo scegliendo quell'oro lì? Il non sapere mi esula da ogni responsabilità? Quale è il vero valore sociale di un gioiello? E se il valore di un gioiello dipende innanzitutto dal significato che decidiamo di fargli veicolare, allora come possiamo non interrogarci sulle ingiustizie che potrebbe aver contribuito a creare?

No, non è tutto  oro quello che luccica.

 

 

maraismara Un gruppo di minatori e minatrici peruviani Fairtrade, felici. ©Nigel Wright

Prima della collaborazione con Fairtrade International, l'oro che tutti questi uomini riuscivano ad estrarre doveva passare per molteplici intermediari per poter essere esportato.
Ai margini del mercato, in un circolo vizioso di sfruttamento, illegalità e povertà, il guadagno era poco, mai garantito e, sicuramente, irrispettoso.
Grazie a Fairtrade International  nel 2011, quando venne lanciato il marchio Fairtrade Gold, questa piccola associazione di minatori riuscì a vendere il proprio oro ad un prezzo adeguato.

 

Sono grata per questa opportunità che mi è stata concessa, per la fiducia che Fairtrade International e Fairtrade Italia ripongono nel mio entusiasmo. 

Un grazie speciale va a Victoria Waugh, gold product manager per Fairtrade Foundation a Londra, che per prima ha creduto nella mia idea...ovvero ha creduto a una ragazza italiana che prende il tè con un'ora di anticipo, con zero risorse, che fino ad allora non aveva venduto un numero di gioielli in oro tale da incoraggiare questa avventura senza precedenti in Italia, che non vendeva in nessun negozio, che non esponeva in nessuna fiera, che non era sotto l'ala di nessuna agenzia, che non aveva alcuna agevolazione fiscale o finanziamento, ma che aveva migliaia di persone su Instagram Facebook pronte ad ascoltarla e a darle almeno una chance.


Sì, hai capito bene: tutto questo è stato possibile proprio grazie a te che leggi. E tutto questo non è che l'inizio.
Grazie.

 

Per ora - per ora - le chiusure e alcune catene restano composte da normale oro, perché non posso realizzarle nel mio laboratorio, ma è - ripeto a me stessa e a tutti - appena l'inizio.


...dal Perù a Torrice, ci pensate?
Una goccia non è mai poca,
un carattere non è che una volontà completamente forgiata,
e noi non siamo che le nostre scelte.

 

Mara Bragaglia

 

Una parola di ringraziamento speciale va anche a Donatella Genta che, dopo avermi scovata su internet, ha preso la mia voce e ha fatto in modo di farla ascoltare a tantissime persone.

 

maraismara